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Intervista a Madre Antonieta Böhm

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Riportiamo l'ultima intervista rilasciata da Madre Antonieta Böhm, morta il 27 aprile scorso, riportata sul sito dell'ispettoria del Messico sud Nostra Signora di Guadalupe (MME). http://salesianasmexico.com

BS: Puoi condividere con noi brevemente la tua esperienza vocazionale come Figlia di Maria Ausiliatrice?
Madre Antonieta: Ad un evento letterario vidi due salesiane che conversavano e ridevano allegramente; dissi a mio fratello: «Mi interessa sapere chi sono quelle suore, dove vivono, che cosa fanno». Mio fratello mi rispose: «Sono straniere». In quella stessa settimana lui mi diede tutte le informazioni. La domenica seguente andai all'oratorio, e vidi molte giovani, circa 600, e contai 7 suore che correvano e giocavano con loro, felici, felici tutte! Mi resi conto che una sorella mi guardava e si accorse che io ero nuova nel gruppo. Un'altra suora disse: «Alzi la mano chi vuole essere missionaria»? Eravamo state in 7 a rispondere. Annotarono i nostri nomi e indirizzi. In seguito feci un colloquio con la Direttrice che mi mostrò un Cristo e indicandomi le braccia che caricavano la croce mi disse che dovevo seguirlo su quella strada.
Il 31 gennaio 1926, con altre 9 ragazze iniziammo questa avventura meravigliosa. A Nizza Monferrato, in Italia, al noviziato internazionale eravamo 24 tedesche. Professai il 5 agosto 1928 e rimasi in Italia fino alla professione perpetua. Il 5 agosto del 1934 ebbi la notizia: «Andrai missionaria in Patagonia». Eravamo trenta missionarie e ci recammo a Roma per ricevere la benedizione del Papa Pio XI.

BS: Come è nata la sua passione missionaria?
Madre Antonieta: Credo che Dio mi ha chiamato da sempre alla vita salesiana. Io dico che sono nata con la vocazione missionaria salesiana. È stata seminata in una famiglia molto cristiana, devota della Madonna, soprattutto durante l'esperienza dell'attenzione ai soldati della guerra quando avevo 5 anni e accudivo alcune persone gravi; sono stati avvenimenti che manifestavano già questa vocazione missionaria.

BS: In che Paese è stata inviata come missionaria?
Madre Antonieta: In Argentina il 16 settembre 1934 arrivai nella Patagonia e Bahía Blanca come economa. Poi sono stata a General Roca, a Junín de los Andes, poi a Viedma dove ero direttrice, quindi in Bolivia a La Paz, e in Perù a Lima. Infine sono arrivata in Messico l'8 agosto del 1969 come Ispettrice.

BS: Ci racconti qualche esperienza che ha segnato la sua vita missionaria?
Madre Antonieta: In Junín de los Andes, ho costatato la protezione di Maria Ausiliatrice e di Santa Maria Domenica Mazzarello. La protezione di Maria Santissima durante un viaggio da Junín de los Andes a Zapala. A metà strada avemmo un incidente. La nostra macchina si rovesciò. Rimasi sette ore, insieme ad un'altra sorella, su un blocco di ghiaccio sotto il veicolo. Ci raccomandammo alla Madonna, perché sentivamo molto sonno ed era il segno che non c'era ormai circolazione del sangue, ma la Vergine ascoltò la nostra supplica. Un veicolo di Mar de la Plata che portava un Capitano con 7 ragazzi nella Cordigliera, doveva forzosamente passare per dove stavamo noi, e dovettero fermarsi perché noi gli bloccavamo la strada.
L'altra suora ed io eravamo più morte che vive, non potevamo fare nessun movimento perché correvamo il rischio di cadere in un precipizio. I ragazzi alzarono il veicolo e ci tirarono fuori. Il capitano ci diede un liquore forte ed a poco a poco riprendemmo vita. La sorella che stava con me superò una polmonite, ma dopo un po' di tempo morì. In un'altra occasione invece venne a mancarci la farina di mais; unico alimento che prendevamo tre volte al giorno. Cosa fare? Passavano giorni e giorni ed il mais non arrivava. La comunità si raccomandò a Madre Mazzarello. Don Manuelito preparò 7 carri con cavalli e con altri uomini andarono a cercare la merce. Di ritorno in Catanlill, liberarono i cavalli affinché mangiassero ed essi si coricarono sotto ai carri a bere vino. Improvvisamente apparve loro una suora che era con una bambina, che li rimproverava, e tutti si diedero da fare in fretta e prepararono i carri ed arrivarono a Junín. Entrando nella portineria Manuelito vide l'immagine di Madre Mazzarello e chiese alla Sorella cuoca: «Come si chiama questa Sorella? È coraggiosa. Ci ha richiamato all'ordine in Catanlill e ci ha fatto caricare i cavalli; era proprio lei ed era con una bambina». Suor María gli disse: «Lei è la nostra fondatrice, ma è morta già». A Don Manuelito, per l'impressione, i capelli diventarono bianchi. Così l'ho conosciuto io durante i 7 anni che sono stata a Junín.

BS: Cosa ha dato forza e sostegno alla sua vocazione missionaria?
Madre Antonieta: Aver avuto contatti con santi salesiani e salesiane. P. Ginés Ponte, sdb, era già da 20 anni a Junín de los Andes quando io arrivai. Questo santo missionario tracciò il paese, fece ponti. Era il" fac totum", sapeva di tutto. Conosceva casa per casa, visitava fino alla" Cantonata", di dove era Zeferino Namuncurá. Si può dire che il P. Ginés Ponte ha fondato il paese. Era un padre per gli indigeni che l'amavano molto. Un esempio di missionario! Quante cose ho imparato da lui! Con i salesiani eravamo un cuore solo ed un'anima sola. Eravamo molto protette, molto seguite spiritualmente. Ci aiutavamo reciprocamente.
Nei sei anni che sono stata come Direttrice, sono stata a contatto con Artemide Zatti. Lo chiamavano il Padre Dottore, sempre vestito con il camice sulla sua bicicletta. La sua caratteristica era l'allegria, il sorriso. Si occupava dei malati più poveri. Ho avuto la fortuna di assisterlo quando gli amministrarono i Sacri olii e riguardo all'estrema unzione disse: «Tante volte l'ho data agli altri, ora tocca a me». Erano molto forti il suo amore alla Vergine e la sua allegria. Non si lamentava di nessuno, né di niente. Non l'ho mai visto triste.
Il. P. Genghini, fratello di M. Clelia Genghini, è stato un santo missionario salesiano, edificante per la sua generosità ed il suo zelo apostolico.
Infine Madre María, una missionaria italiana che ha lavoratò 20 anni come cuoca per i Salesiani e per noi FMA: con lei la comunità stava sempre allegra, organizzava processioni, giochi per le ragazze, teatri per fare sorprese alle sorelle; era un'artista molto abile. Quando morì arrivarono tantissimi fiori bianchi e non si è mai saputo chi li mandò.

BS: Madre Ersilia Crugnola le diede la statuetta della Vergine con la quale ella benediceva la gente. Può raccontarci come le consegnò questa statua affinché continuasse "a lavorare"?
Madre Antonieta: La Madre era ricoverata e aveva con lei la Vergine con la quale dava la benedizione. Le infermiere cambiavano continuamente le lenzuola. Dissi: «Questa Vergine si perderà». Presi la Vergine nella mano e le domandai: «A chi bisogna lasciare la Vergine?». «La lascio a te » mi disse. «Ne avrò cura», risposi. «No. Lei si curerà di te - disse - falla lavorare». «Ma io non ho il dono che ha lei». «No, io ti do' la Vergine e tu la devi far lavorare». Chiedi la benedizione dal cielo per chi chiede aiuto.

BS: Come è iniziata questa nuova missione mariana?
Madre Antonieta: Come un obbligo: fare quello che Madre Ersilia mi aveva detto: «Falla lavorare». Io provavo vergogna quando Madre Ersilia dava la benedizione: ogni volta che la vedevo mettere la mano nella tasca dell'abito io me andavo al telefono. Quando mi trovava dicevo: «Sono venuta qui al telefono perché io no lo farei mai». E mi diceva: «Questo si fa con sincerità e semplicità». E sono 22 anni che sto dando la benedizione con semplicità.

BS: Chi è Maria Ausliatrice per te?
Madre Antonieta: Per me è una mamma e una guida. Io la consulto. È tutto, lo percepisco, lo sento. Mentre salgo e scendo le scale, ho una giaculatoria per lei. Siamo come due amiche che non possono staccarsi. Da lei io non posso separarmi. Mi piace andare prima in cappella per pregare il rosario, in tedesco, e contemplo i misteri e non penso ad altre cose. Penso al mistero e lo dico in tedesco, lo stesso mistero che pronuncio mi avvolge.

BS: Perchè ha deciso di fermarsi in Messico?
Madre Antonieta: Ero già stata 6 anni come Ispettrice, e mi prolungarono il mandato per altri tre. Poi ricevetti una chiamata da Roma. La Madre generale mi disse: «Questa volta tu sai che già finisci». «Si, lo so ma non ho ricevuto nessuna indicazione di dove mi manderanno». «Questa volta abbiamo deciso in Consiglio che tu possa andare dove desideri». Subito diedi la risposta: «Se posso decidere io, è qui che vorrei rimanere, con la Madonna di Guadalupe».

BS: Qual è stato il miglior regalo ricevuto da Dio?
Madre Antonieta: Il miglior regalo è stato conservare la purezza, apprezzare la natura e le persone pie, avere un confessore fisso che leggeva la mia anima.

BS: Madre... condivida con noi qualche miracolo ottenuto per intercessione della Vergine.
Madre Antonieta: Un avvocato invaso dal cancro venne a visitarmi e mi disse: «Il Messico non mi vuole, in nessun ospedale mi vogliono ricevere, non possono operarmi perché cinque parti del mio corpo sono invase dal cancro; meglio che vada negli USA». E se ne andò. Era sicuro che lì l'avrebbero operato. Il colore della pelle era giallo, camminava trascinando i piedi. Negli USA non lo vollero operare e ritornò in Messico e venne a visitarmi. Con il pugno chiuso disse alla Vergine: «Tu sei la mia unica Dottoressa e non ne voglio un'altra!". Dopo tre settimane mi chiamò e mi disse: «Domani mattina vengo a visitare la mia dottoressa e la regina del Messico». Quando arrivò non lo riconobbi. Veniva con due amici. Camminava fermo, il torace non era più infossato, il suo viso era bianco e luminoso. E tirò fuori dalla valigia le radiografie... Non aveva più niente, le radiografie limpide. Un altro miracolo è di un ragazzetto che era cieco ed ora vede.

BS: Cosa dice alle Figlie di Maria Ausiliatrice oggi?
Madre Antonieta: Io consiglio loro di avere fede, confidenza in Maria Santissima come don Bosco e Madre Mazzarello, coltivino la virtù dell'umiltà e della semplicità. Coltivino la vita di preghiera. Tengano un cuore pieno di bontà per i bambini e i giovani. E si preparino ad orientare i giovani di oggi, generazione difficile, perché sono poche le famiglie che educano cristianamente.

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