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Apporto alle politiche educative delle Nazioni Unite

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Il 27 giugno 2016 è stata una data significativa...A Ginevra durante la 32° sessione del Consiglio dei Diritti Umani viene presentata e approvata per consenso una risoluzione su 'Giovani e Diritti Umani'. È la prima volta che i giovani entrano di diritto, riconosciuti, nelle Nazioni Unite a Ginevra.

La risoluzione è presentata da El Salvador in nome di 153 Stati. Il contenuto era stato preparato dall'Ufficio dei Diritti Umani dell'Istituto, sollecitato a collaborare grazie all'esperienza accumulata in questi anni con i side events e gli interventi a livello scritto e orale.
Il testo fa riferimento al fatto che oggi i giovani devono confrontarsi con difficoltà specifiche che hanno bisogno di un'azione concertata degli Stati, del sistema delle Nazioni Unite e tenendo presente che le scelte politiche vengono fatte per aiutare i giovani a superare le difficoltà che incidono sul loro benessere.
Inoltre viene sottolineato il ruolo che possono giocare per la promozione della pace, per uno sviluppo sostenibile e l'importanza della loro partecipazione attiva per contribuire al raggiungimento di un bene comune.
La risoluzione viene approvato senza voto (per consenso) e prevede per settembre nella 33ma sessione del Consiglio una riunione-dibattito su Giovani e Diritti Umani con l'obiettivo di evidenziare le difficoltà incontrate dai giovani nell'esercizio dei loro diritti, di individuare le buone prassi e quali insegnamenti se ne possono trarre. L'obiettivo è di arrivare a definire le misure politiche per dare ai giovani i mezzi per poter esercitare i loro diritti.

Il Capitolo Generale XXIII ci ha invitate ad essere con i giovani "missionarie di speranza e di gioia" qualificando il nostro servizio verso le periferie giovanili attraverso l'educazione.
I giovani oggi, nella grande maggioranza, sono i nostri poveri: il non accesso al lavoro, a studi qualificati, l'incertezza con cui si confrontano, la provvisorietà delle situazioni che si vivono li stanno rendendo sempre più facile preda di proposte ingannevoli e falsi ideali che sconfinano nella disperazione o nel terrorismo.
Farli sentire parte attiva nella costruzione di un bene comune, credere nelle loro energie attraverso le proposte di volontariato e confidare nel loro apporto come protagonisti è quanto l'Istituto attraverso le scuole, i corsi professionali, i centri giovanili, il VIDES hanno fatto in questi anni.
Facendo riferimento a tutto il lavoro che come Istituto si sta realizzando per promuovere il protagonismo dei giovani (l'empowerment) l'Ufficio dei Diritti Umani in questi anni ha cercato di far conoscere l'importanza di saper intervenire con prevenzione nella questione giovanile.

L'aver presentato le buone prassi attraverso la testimonianza diretta delle suore, dei volontari provenienti da vari paesi, l'essere intervenute in varie riunioni su questo tema ha reso credibile la nostra proposta, e l'invito a collaborare per la stesura di un testo che ha fatto il suo ingresso alle Nazioni Unite.
Si è potuto così realizzare quanto auspicato nel Capitolo generale XX di essere presenti lì dove si decidono le politiche giovanili.

2 Commenti Scrivi un commento

  • sr Silvia Melandri10/07/2016 22:00:00Complimenti! Un passo molto importante per il futuro dei giovani!
  • Sr Lina Abou Naoum08/07/2016 22:00:00Capisco l'importanza di tale decisione. Si e'lavorato a lungo e finalmente otteniamo che ci sia una voce attiva e riconosciuta dei giovani la'dove si decidono le politiche mondiali. Prima eravamo felici che noi FMA ci troviamo, ora dove siamo noi, facciamo arrivare anche e soprattutto i giovani. Giusto che sia cosi perche'crediamo ai giovani e alle risorse di bene di cui sono portatori. Auguri.
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