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Per una cultura vocazionale: riflessione congiunta SDB e FMA

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"Benvenute. Sentitevi a casa": così il Rettor Maggiore, don Pascual Chávez Villanueva, ha accolto la Madre generale, M. Yvonne Reungoat, e le sorelle del Consiglio e ha aperto l'incontro di martedì 18 nella casa generalizia dei Salesiani, in Via della Pisana, per l'incontro semestrale dei due Consigli SDB e FMA. Dopo lo scambio di saluti e il momento di preghiera, la Madre ha sottolineato l'importanza del tema all'ordine del giorno, relativo ad una riflessione congiunta sugli elementi di fondo della Strenna 2011 "Venite e vedrete". E ha sottolineato la responsabilità prioritaria di tenere vivo il carisma ricevuto in dono dallo Spirito, oltre la preoccupazione di mantenere vive le istituzioni. Don Pascual ha ribadito il significato del trovarsi insieme ad ogni semestre: oltre alla positività del conoscersi per alimentare una più profonda comunione, il ritrovarsi è espressione di spirito di famiglia, opportunità per creare una mentalità di condivisione di principi per cammini in sinergia.

All'intervento di don Fabio Attard sugli "elementi fondamentali per una cultura vocazionale, tenendo conto del contesto attuale", in linea con il tema della Strenna 2011, è seguito il lavoro in piccoli gruppi per condividere l'attuale situazione delle FMA e della Congregazione Salesiana in merito alle vocazioni. Ci si è inoltre interrogati su alcuni punti specifici: alla luce della Strenna, che cosa dobbiamo attivare e promuovere nelle nostre Congregazioni per creare una cultura vocazionale? Come far fronte alle difficoltà nel promuovere e accompagnare le vocazioni oggi? Quali scelte concrete di pastorale giovanile, per una migliore animazione vocazionale?

Nella condivisione in assemblea si è sottolineato in particolare l'imprescindibilità di creare "ambienti" di valori e di gioia; incrementare la "presenza" in mezzo ai giovani; educare alla preghiera e alla vita sacramentale, all'ascolto, al silenzio; recuperare la capacità di raccontare la propria esperienza vocazionale e rilevare le "buone pratiche" di cultura vocazionale; avere il coraggio della proposta. Tra le modalità, si sono evidenziati l'importanza di motivare e rafforzare nei giovani l'attitudine al servizio e al volontariato, e l'impegno di propositività del Movimento Giovanile Salesiano.

Le conclusioni del Rettor Maggiore e della Madre hanno puntualizzato la necessità di risvegliare nei giovani la ricerca di senso e di metterli in situazione di porsi delle domande. È un compito urgente, inoltre, aiutare le comunità locali a sentire la responsabilità della pastorale vocazionale, a credere che Dio continua a "chiamare", e avere la certezza che sono tanti i giovani disponibili alla risposta. La povertà attuale non deve chiuderci: nell'ottica evangelica, la paura si trasforma in audacia di proposta. In atteggiamento di speranza.

Come ad ogni incontro, è seguito un tempo di preghiera insieme, e successivamente la cena, un momento di fraternità e la "buona notte" conclusiva del Rettor Maggiore.

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